Smart glasses in sala operatoria. La realtà virtuale aiuta a ridurre la sedazione migliorando l’esperienza del paziente
Fantascienza o realtà? Da oltre un anno, l’Urologia dell’Ospedale Niguarda ha introdotto l’uso dei visori di realtà aumentata in sala operatoria per pazienti sottoposti a procedure chirurgiche mini-invasive, eseguite abitualmente in anestesia locale con sedazione cosciente.
Gli smart glasses possono essere indossati durante l’intervento per rendere la procedura più tollerabile e confortevole, grazie a un’esperienza immersiva che accompagna il paziente durante il trattamento. Attraverso il visore, il paziente viene coinvolto in una realtà virtuale personalizzata con voce guida, musica selezionata e ambientazioni a scelta: dalla montagna al mare, dallo spazio all’oceano, fino ad arrivare al deserto.
“L’utilizzo degli smart glasses – racconta Silvia Secco, responsabile del Centro per la terapia ipertrofia prostatica benigna (IPB) – è stato particolarmente apprezzato perché contribuisce a ridurre ulteriormente la necessità di sedazione, migliorando la tollerabilità della procedura e trasformandola in un’esperienza percepita come sorprendentemente piacevole. La nostra esperienza è stata oggetto di uno studio riconosciuto a livello internazionale e pubblicato sul Canadian Journal of Urology”.
Non tutti gli interventi consentono questa pratica. I visori di realtà aumentata sono infatti utilizzati nei trattamenti dei disturbi minzionali legati all’ostruzione del flusso urinario causata da ipertrofia prostatica, in particolare nelle procedure che non richiedono sedazione totale.
Questa tecnologia si integra perfettamente con l’approccio mini-invasivo, per il quale l’Ospedale Niguarda è riconosciuto a livello internazionale per innovazione e avanguardia. I benefici clinici delle procedure restano invariati, ma l’esperienza del paziente risulta significativamente migliorata.
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