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06.06.2011

Fibromi uterini: trattamenti mininvasivi con ultrasuoni

Operare senza tagliare e rimuovere senza asportare. 
Niguarda è il primo ospedale in Italia ad offrire un nuovo approccio con tecnica mininvasiva per il trattamento dei fibromi uternini, una patologia che interessa il 25- 30% della popolazione femminile in età fertile.
I fibromi uterini (o miomi) sono tumori benigni del tessuto muscolare dell’utero, la loro crescita dipende anche dagli ormoni ovarici in circolo e, di solito, si osserva una certa familiarità.Non sempre danno segni della loro presenza e la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che vadano trattati soltanto se provocano sintomi, tra questi vi sono ad esempio eccessive perdite di sangue e disturbi urinari; a volte i fibromi possono essere anche causa di infertilità.
Fino ad oggi l’intervento chirurgico di miomectomia (asportazione dei fibromi) rimane elettivo.
Talvolta nelle donne senza desiderio di fertilità, seppure impropriamente, viene proposta l’isterectomia cioè la asportazione di tutto l’utero.
Si è diffusa, inoltre, da alcuni anni la tecnica dell’embolizzazione: sotto controllo radiografico sono iniettate selettivamente
nelle arterie uterine delle particelle calibrate per bloccare l’afflusso di sangue al fibroma e causarne la necrosi. Si tratta comunque di una tecnica invasiva che necessita di una sedazione significativa.
La nuova procedura è invece costituita dall’ablazione con ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica. Grazie
ad immagini tridimensionali un fascio di ultrasuoni ad alta intensità viene indirizzato sul fibroma, fino a bruciarlo. La paziente è distesa sul lettino a pancia in giù, appoggiando l’addome sulla sorgente di ultrasuoni, come se stesse eseguendo una normale ecografia con tanto di gel, ma in posizione rovesciata.
La percentuale di successo sfiora il 100%”.
Il fibroma non viene rimosso ma cambia consistenza; da nodulo solido si trasforma in area necrotica e nel tempo viene riassorbita.
Niguarda è l’unico ospedale che può disporre della tecnica laparotomica (la chirurgia tradizionale, che ha ancora qualche indicazione), della tecnica laparoscopica (che pochi centri eseguono in presenza di grossi miomi), della embolizzazione e degli ultrasuoni focalizzati, consentendo a medico e paziente di effettuare la scelta migliore per la patologia.

 

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