Uso di droghe: uno studio sugli incidenti stradali e un convegno sul consumo adolescenziale

 

Il guidatore è sotto l’effetto di droga in un incidente stradale su 5.


Sulle strade di Milano e provincia 1 guidatore su 5, tra quelli coinvolti in incidenti stradali, guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di droghe.
Nei mesi in cui il Parlamento sta dando alla luce la legge sull’omicidio stradale, uno studio realizzato dagli specialisti del Dipartimento di Medicina di Laboratorio di Niguarda fornisce uno spaccato di quello che succede sulle strade milanesi.


Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biochimica Clinica ed è firmato dal Direttore del Dipartimento Giovanni Gesu, insieme ai collaboratori Adriano Masarin, Cecilia Gechtman e Stefania Paccagnini che hanno messo sotto la lente una casistica di oltre 1.100 guidatori portati in pronto soccorso a seguito di incidenti stradali dal luglio 2012 al luglio 2014 (per una piccola percentuale rientrano nelle casistica anche gli autisti fermati in occasione di controlli stradali dalle forze dell’ordine).

“Tutto è nato con l’obiettivo di validare una nuova tecnica di analisi che lavora unicamente su campioni ematici- spiega il biologo Adriano Masarin-. L’analisi ci ha visto collaborare con le forze dell’ordine e con il personale medico e infermieristico di 22 pronto soccorso di Milano e provincia”.


Secondo lo studio la sostanza più consumata risulta essere la cannabis con il 49% delle positività, seguita dalla cocaina (34% delle positività).
Va ricordata la pericolosità di queste sostanze che alterano lo stato di coscienza.
La cannabis porta ad avere tempi di reazione molto più dilatati.
La cocaina invece è uno stimolante che può facilmente portare alla perdita del senso di pericolo.
Così il guidatore sotto l’effetto di questa droga può andare a velocità elevate, diventando una minaccia per sé e per le altre persone in strada.
Ma nel sangue dei guidatori sono stati trovati riscontri  anche di oppiacei (8,3%), metadone (5,6%) e anfetamine (3,1%). 


Un guidatore su 5 è un dato che fa riflettere ma analizzando nel dettaglio i numeri ci sono altre considerazioni da fare.

Le analisi sono in grado di scovare il consumo di droga attraverso l’identificazione di sostanze specifiche presenti nel sangue- dice Masarin-. Questi marker possono essere di due tipi. Ci sono i principi e i metaboliti attivi che indicano un consumo di droga recente, la cui positività è il requisito legale per perseguire il guidatore.
Al secondo gruppo appartengono i metaboliti inattivi che sono la traccia di un consumo più lontano nel tempo e che non configurano il reato. Se allarghiamo l’analisi, includendo anche questo parametro, le positività salgono al 30,7%. In pratica quasi il 10% in più dei guidatori coinvolti in un incidente ha comunque assunto droga anche se meno di recente
”.  


La procedura utilizzata per lo studio si è dimostrata sicura ed affidabile con un numero molto limitato di falsi positivi (1,7% dei campioni), “smascherati” dalle analisi di controllo.

Abbiamo utilizzato una tecnica immunochimica che ci ha permesso di lavorare esclusivamente su campioni ematici e non sulle urine- indica Masarin-. Il differente punto di partenza e la metodologia di analisi, che utilizza dei biochip, permette di avere risultati più accurati e che, su larga scala, costano meno”.


Adolescenti e droghe: medici, forze dell’ordine e servizi per le tossicodipendenze insieme per tracciare i rischi 

Sostanze d’abuso e uso di sostanze. Adolescenti: mille modi di farsi male in un mondo che cambia”, è questo il titolo scelto per il corso di aggiornamento dedicato al consumo di droghe in età adolescenziale. Il convegno è aperto ai medici chirurghi e ai medici di tutte le discipline che vogliano saperne di più sul tema ed è accreditato per la formazione obbligatoria (Ecm). 

La discussione sarà condotta a più voci e cercherà di tracciare un percorso che a più livelli interessa diversi specialisti: dal Dipartimento Dipendenze della Asl di Milano (sarà presente il direttore Riccardo Gatti), al ruolo del medico di medicina generale. Non mancherà il contributo del Nucleo Antidroga Cinofilo della Polizia di Milano e quello di un osservatorio in prima linea sul fenomeno: il Centro Antiveleni di Niguarda con la partecipazione del Direttore Franca Davanzo e lo specialista Marcello Ferruzzi. 


Un po’ più dietro le quinte, ma assolutamente necessaria, è l’attività di chi in laboratorio è impegnato a smascherare le sostanze psicotrope. A raccontarlo ci sarà Adriano Masarin del settore di Biochimica Clinica e Tossicologia di Niguarda, che in realtà rivendica un filo diretto con i genitori:
Spesso riceviamo telefonate in laboratorio di mamme e papà che sospettano un consumo di droga da parte del figlio. Ci chiedono le modalità per raccogliere, conservare e consegnare i campioni per condurre le analisi. Sono situazioni che ti spingono al limite, si sente nella loro voce: nelle loro richieste d’aiuto c’è un grosso carico di disperazione”.

La stessa con cui molto spesso si ritrovano a fare i conti gli psicologi dei SerT, i Servizi per le Tossicodipendenze delle Asl, che hanno un ruolo imprescindibile di sostegno e rieducazione.
A ricordarlo ci saranno Paola Coppin e Mara Gonevi del Sert 2 e 3 dell’ASL di Milano. Modera Paola D’Amico, giornalista del Corriere della Sera, perché anche i media hanno il dovere di sensibilizzare e informare su una tematica che assume sempre più rilievo.

 

Dove e quando


Sabato 14 novembre 8.15-13.30
Area Spazio Vita- Ospedale Niguarda
Piazza Ospedale Maggiore 3- Milano

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