CHIRURGIA DELL'EPILESSIA

La possibilità di curare l'epilessia attraverso la chirurgia "è di casa" a Niguarda da quasi 20 anni.
Era il 1996 quando il centro dedicato alla memoria di Claudio Munari, pioniere in questa disciplina, inaugurava i primi trattamenti, proprio sotto la guida del celebre neurochirurgo scomparso prematuramente.

Da allora sono oltre 1.800 i pazienti operati nella struttura leader in Italia per casistica e tecnologie impiegate. 


Per chi è la chirurgia


Si stima che in Italia le persone affette da epilessia siano 500.000, ma non tutti sono candidabili per un intervento di resezione.
L'indicazione chirurgica è da prendere in considerazione solo per quei pazienti affetti da un'epilessia cosiddetta focale e farmacoresistente.
L'epilessia è definita "focale" quando le crisi hanno iniziato in una zona unica e delimitata della corteccia celebrale.
Con il termine "farmacoresistente" si indica invece un'epilessia che non viene controllata dai farmaci antiepilettici, per cui il paziente continua a presentare crisi nonostante la terapia.

 


Tecnologie d'avanguardia


La "caccia" alla zona epilettogena presuppone una serie di indagini molto sofisticate.
Si basano sullo studio clinico dei sintomi, su quello neurofisiologico con l'elettroencefalogramma (Eeg) e sulle indagini di neuroimaging con la risonanza magnetica. 
Grazie a queste valutazioni riusciamo a indivisuare i casi da inviare in sala operatoria. 
Ma ci sono situazioni più complesse, in cui è difficile identificare la zona epilettogena: ecco allora che si può ricorrere allo Stereo-Eeg, un'indagine per la quale il centro è all'avanguardia, tanto che alla struttura si rivolgono anche molti pazienti stranieri. Questa metodica viene eseguita con tecniche stereotassiche che consentono di impiantare, con un casco speciale, elettrodi in profondità nel cervello per individuare la zona epilettogena. La procedura di inserimento è guidata da mappe dettagliate di imaging 3D ed è assistita da un robot che raggiunge la traiettoria ottimale.


I risultati


Se si riesce ad individuare con precisione "l'epicentro" della crisi, la chirurgia oggi riesce a liberare dall'epilessia circa il 70% dei pazienti; in certi casi, ad esempio per chi soffre di epilessia del lobo-temporale, l'efficacia dale all'80-90%.
In altri casi, ancora, l'intervento da solo non garantisce una guarigione completa dalle crisi ma comunque trasforma l'epilessia in farmacosensibile, per cui vi è un controllo efficace delle crisi con i farmaci.

Questi interventi ovviamente non sono semplici: per questo è importante affidarsi a centri specializzati, che possono fare un'analisi approfondita di ogni singolo caso. Per questo motivo i pazienti a Niguarda vengono seguiti in équipe, in cui oltre al chirurgo svolgono un ruolo insostituibile l'epilettologo, il neuroradiologo, il neuroanestesista, il pediatra, il neuropsicologo cognitivo, l'anatomopatologo e il fisico medico. 


Prima si interviene, meglio è


Niguarda con una media di 120 pazienti operati all'anno da solo concentra il 40-50% della casistica operata per epilessia in Italia.
Di questi circa il 30% è rappresentato da ragazzi sotto i 18 anni. È consigliabile intervenire il più presto possibile, se ci sono le indicazioni anche in età pediatrica. Prima il bambino si libera dalle crisi, prima potrà completare il normale sviluppo cognitivo. Nel nostro Paese purtroppo, un pò per pregiudizio, un pò per scarsa informazione e per la limitata presenza  di centri specializzati, si arriva all'intervento con diversi anni di ritardo.

Chirurgia dell'Epilessia e del Parkinson - Ambulatorio

AREA: Nord
PADIGLIONE: 16
ALA/SETTORE: A
PIANO: terra
STRUTTURA: Chirurgia dell'Epilessia e del Parkinson