Spazio Gio: a Niguarda uno sportello per battere la dipendenza del gioco d’azzardo patologico

A Niguarda nasce “Spazio Gio”, uno sportello dedicato alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico, in cui lavora un équipe di psicologi, assistenti sociali e tecnici della riabilitazione psichiatrica (a cui si potranno unire gli psichiatri in casi di richiesta specifica).

“Spazio Gio”, oltre allo sportello (situato al padiglione 3 del Niguarda) conterà anche sulla presenza di un corner informativo dedicato che sarà allestito alcuni giorni al mese nelle aree di maggior afflusso dell’ospedale,  perché è “sul campo”, nelle pieghe della vita di tutti i giorni che si possono e si vogliono intercettare le richieste d’aiuto. 

I servizi d’assistenza attuali per i giocatori patologici sono dislocati presso i servizi per le dipendenze (SERD). Lo sportello “Spazio Giò” è stato pensato per intercettare i casi che si trovano in stadi intermedi prima che il problema possa raggiungere dimensioni di difficile gestione. L’intento è quello di coinvolgere e saper ascoltare le richieste d’aiuto anche dei familiari, sono loro spesso infatti i primi a rilevare il problema e a richiedere un aiuto. Per chi lo desidera, i professionisti assicurano un accesso in forma completamente anonima. Il Servizio è realizzato in spazi non connotati e informali per favorire l’accessibilità superando qualsiasi problema di pregiudizio e di vergogna.


Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo che condivide le stesse caratteristiche cliniche delle altre dipendenze patologiche. Ad oggi, tuttavia, è ancora poco diffusa la consapevolezza che tale fenomeno sia un disturbo e che, come tale, abbia specifici percorsi di cura e di riabilitazione. Tuttavia i dati indicano che solo a Milano siano a rischio dipendenza 25.000 persone e l'aumento dei pazienti seguiti dalle strutture cittadine è del 4% nel 2019.

Secondo l’indagine nazionale dell’Istituto Superiore della Sanità (2018) il 36,4% degli italiani (circa 18.450.000 persone) ha giocato d’azzardo almeno una volta nei 12 mesi antecedenti l’intervista, senza sviluppare però alcun disturbo. Queste persone mantengono un comportamento fisiologico, caratterizzato da gioco saltuario e spesa contenuta, spesso finalizzato alla socializzazione e alla competizione. 
La stima nazionale sul giocatore patologico è del 2,2% della popolazione fra i 15 e i 64 anni. Su Milano (fonte ATS Milano), però, la percentuale è leggermente più alta, intorno al 3%. Si tratta di coloro che oggi hanno già un rapporto "borderline" con il gioco d'azzardo. E che quindi, domani, potrebbero sviluppare un problema. 
Più a rischio gli uomini nella fascia tra i 35e i 55 anni. 

I segni e i sintomi relativi allo sviluppo di un gioco d'azzardo patologico sono il forte desiderio di giocare d’azzardo e l’impossibilità di resistervi (craving), l’insorgenza di sentimenti di inquietudine quando si è impossibilitati a giocare (astinenza), la necessità di giocare con maggiore frequenza per riprodurre sempre il medesimo grado di euforia e gratificazione (tolleranza). Tutto questo spesso porta all'insorgenza di comportamenti a rischio come furti, menzogne e indebitamenti.

Ed è proprio in questi casi, quando il gioco d’azzardo tende ad evolversi verso un comportamento problematico, che interviene “Spazio Gio”, che punta non solo sui servizi aperti alla cittadinanza ma anche sulla formazione degli operatori sanitari di Niguarda. Sono già iniziati nel 2019 i cicli di incontri aperti a medici, infermieri e alle altre figure sanitarie. Formazione che serve per diffondere la sensibilizzazione sul problema ma anche per saper leggere possibili segnali indicatori nei pazienti assistiti a Niguarda, per poterli così orientare verso i servizi di sostegno come Spazio Gio. 

CONTATTI
026444.3426
(lun-ven 9.00-16.00)
sportellogap@ospedaleniguarda.it

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